martedì 13 novembre 2012

Hostel: Part II (2007) | Recensione

Hostel: Part II
Voto Imdb: 5,4

Titolo Originale:Hostel: Part II
Anno:2007
Genere:Horror / Splatter
Nazione:Stati Uniti
Regista:Eli Roth
Cast:
Lauren German, Roger Bart, Heather Matarazzo, Bijou Phillips, Richard Burgi, Vera Jordanova


Lo riconoscete?
Di Hostel e di tutte le premesse che lo contraddistinguono ne ho parlato durante la recensione del primo capitolo. Dato che sono fondamentalmente pigro e non ho voglia di replicare, vi rimando a quelle righe se avete voglia di leggere cosa ne penso...

Povero Jay Hernandez... ehm... 
Per Hostel: Part II vale il detto: "Squadra che vince, non si cambia". Poi, vedremo, non sarà esattamente così, ma alcuni punti di partenza (regista, produttore, location) sono in comune col primo capitolo. E del primo capitolo è stato replicato il latente razzismo elirothiano-americano nei confronti dell'Europa; o meglio, sono stati replicati luoghi comuni del comune pensare americano verso gli europei (permettetemi questo bisticcio di parole): continente vecchio, pieno di assassini slavi e italiani cafoni ingrifati. Hostel: Part II (da ora, per brevità, HPII) parte esattamente da dove era finito il primo capitolo, liquidandolo in cinque minuti scarsi: il sopravvissuto della prima mattanza si nasconde ma viene trovato dall'organizzazione e decapitato senza tanti complimenti.
Modella stragnocca fan di
Capitan Harlock. Sì sì.
La scena si sposta a Roma: tre studentesse americane di Belle Arti (deduco io) incontrano una modella stragnocca che suggerisce loro di andare in Slovacchia per raggiungere la Sorgente Termale Definitiva. In fondo la Slovacchia è dietro l'angolo rispetto a Roma, no? Pertanto le nostre amiche accettano e vanno in quel di Bratislava o cittadina simile, dove arrivano allo stesso ostello del primo capitolo.
Parliamo dei tre personaggi:
Tizia 1 - Della protagonista viene detto quasi subito che è ricca sfondata da far schifo. Ha ricevuto un'eredità ed ha così tanti soldi che per il solo fatto di essere lì a Bratislava, ha alzato il PIL della Slovacchia di cinque punti. Quando ho recepito questa informazione mi è suonato un campanellino d'allarme: era il Neurone Numero 2 che cercava disperatamente di dirmi come sarebbe andato a finire il film. Per fortuna è intervenuto il Neurone Numero 3, che lo ha zittito in modo un po' brusco. Ah! So di essere un po' bastardo dentro e so che, dicendovi questo, vi ho indirettamente rivelato parte del sorprendente (!!!) finale di questo film... ma in realtà sono tranquillo:
  • Se state leggendo questa recensione avrete probabilmente già visto il film in questione, quindi non vi rovino una cippa di niente.
  • Se non l'avete ancora visto, difficilmente vi verrà voglia di vederlo dopo che avrete letto il prosieguo. E' una mia sensazione, eh.
Questo perché, come spesso sta succedendo, il lavoro sporco lo faccio io per voi, amici miei... ma non divaghiamo! Stavo parlando delle tre protagoniste!

Tizia 2 (Heather Marrazzo)
Tizia 2 - C'è la tizia sfigata e bruttarella, un po' secchiona e un po' sociopatica, un po' palla al piede e un po' svampita. Beh, il quadro psicologico è presto detto: è il classico personaggio che deve solo morire. Nel modo più atroce possibile. Ovviamente è la prima a rimorchiare: misteri dei cliché dei film horror.

Tizia 3 - C'è infine la zoccola della compagnia. Quella un po' carina e che la dà via come il vento. Solitamente in questi film è il tipico personaggio che muore per primo, magari dopo una sana trombata con qualcun altro che muore insieme a lei. Beh. Muore anche qui, quindi nessun problema: lo stereotipo è stato ampiamente rispettato, anche se magari con un po' di ritardo. E con metodi un po'... tragicomici.

Non vi racconto come: sappiate solo che Tizia 1, 2 e 3 sono rapite dall'Organizzazione e sono pronte per essere torturate a morte da qualche psicopatico pieno di soldi.

Ecco i due carnefici...
Rispetto al primo film, HPII presenta una grossa novità: noi spettatori non seguiamo il solo punto di vista delle vittime sacrificali, ma anche quello dei carnefici. Yes! Abbiamo Todd, lo stra-ricco che si aggiudica all'asta Tizia 1 e Tizia 3, e abbiamo Stuart, il suo amico impacciato, timido, squattrinato, con qualche complesso irrisolto, al quale Todd vuole fare un bel regalo: Tizia 1. Anche qui il Neurone Numero 2 si è messo a scalpitare come un pazzo per suggerirmi quale sarebbe stato l'inaspettato (!!!) risvolto della trama. E anche qui, Numero 3 lo ha zittito con un calcio rotante all'Apparato del Golgi [1].
Io ti squarto in due.
Ah! Ah! Ah!
Insomma, in HPII assistiamo al modus operandi dell'Organizzazione: le vittime vengono rapite dal gestore dell'ostello, la loro foto del passaporto (sorridente, fra l'altro... errore comico) viene inviata a tutti i membri dell'organizzazione, i quali si scannano (qui solo verbalmente, non prendete sempre tutto alla lettera!) in un'asta virtuale per aggiudicarsele. Dopo di che, le vittime vengono portate al solito capannone marcescente della periferia di Bratislava e ivi terminano le loro tristi e miserrime vite mentre il carnefice sceglie tempi e modalità di esecuzione assecondando il proprio ghiribizzo.

Un po' di gnocca buttata qui a caso.
Ok, gli spunti interessanti di HPII terminano qui. Ché poi, di interessante, ad onor del vero c'è ben poco. Volete vedere le gnocche presenti nel primo capitolo? Puppate, qui c'è solo qualche scena (coraggiosa) con Heather Marrazzo (la Tizia 2) di nulla vestita e appesa a testa in giù. Volete vedere la tanto strombazzata & pubblicizzata violenza marchio di fabbrica di Hostel? Puppate, rivolgetevi a qualche altro film. Qui ci sono giusto un paio di scene viUlente: il Taglio del Sacro Augello - scena che dovrebbe raccapricciare noi maschietti ma che sa di finto lontano un chilometro - e una pioggia di sangue (vergine). Poco altro. Fra l'altro il marchio di fabbrica di Hostel non è tanto la violenza, quanto lo strombazzamento della stessa; ovvero, il suscitare un morboso interesse e una perversa curiosità che però non vengono minimamente soddisfatti durante la visione. Insomma, tanto fumo e poco arrosto. Tanto marketing e poco prodotto.

Non ci sperate :(
In definitiva, HPII merita una visione? Di primo acchito, direi di no. Poi ci ripenso e riformulo con un: "Dipende". Se non avevate apprezzato il primo, lasciate pure perdere: non è il genere che fa per voi e per giunta non è nemmeno un capolavoro. Se l'avevate apprezzato, potreste trovarvi un po' spiazzati. Mi spiego. E' un film che per alcuni aspetti è inferiore al primo. Specialmente per quanto riguarda il tasso di violenza e di ormoni: totale delusione. Per altri aspetti, è un film che aggiunge qualcosa in più rispetto al primo. Più personaggi, più punti di vista, qualche (vaga) pretesa di colpi di scena peraltro abbastanza telefonati ma non irritanti, una spruzzatina di (auto)ironia che non guasta mai. E la solita regia discreta di Eli Roth con il solito, permettetemelo, gioco delle citazioni tanto caro a Tarantino. Esempi?
  • Camei di due mostri sacri del cinema pulp anni '70 che tanto piace ai tarantiniani: Edwige Fenech e Luc Merenda
  • Cameo di Ruggero Deodato, che interpreta il "cannibale italiano": impossibile non cogliere la citazione ad uno dei suoi film più famosi, "Cannibal Holocaust". Io preferisco ricordarlo per "The Barbarians", ma questo lo sapevate già, vero?
  • Scena di Pulp Fiction visibile in un televisore dell'ostello - autocitazione dal primo Hostel.
Ruggero Deodato!
Edwige Fenech. Devo ammettere
che si è  mantenuta bene.









Ah, anche qui c'è la fastidiosissima gang della cicca, i bimbiminkia presenti nel primo film. Irritazione a profusione! Argh! Piuttosto divertitevi col contributo del Neurone Numero 4, a fine recensione... è sicuramente meglio.

Note a piè di pagina [3]
[1] Avete appena assistito ad una guerra di nervi. [2]
[2] Ok, mi eclisso.
[3] Non rugatemi la fava dicendo che le note non sono a piè di pagina: questo è un blog e quindi le piazzo un po' a cazzo dove piace a me. Yo!

Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 5
Non raggiunge la sufficienza, ma è superiore alla media di questo genere. Con un paio di tentati colpi di scena.
Musiche: 5
Boh, non mi hanno detto nulla. Sarà che non ci ho fatto caso.
Regia: 6
Per me Eli Roth è un discreto regista. La qualità dell'immagine, peraltro abbastanza smarmellata, è buona. Il montaggio pure. Le scelte registiche hanno un loro senso.
Ritmo: 7
Il ritmo c'è, non si può negare. Poche pause. 
Violenza: 5
Insufficiente. Paradossale, vero? E' però un'insufficienza relativa. Perché è un film che promette tanto, ma mantiene poco. Ha senz'altro una dose di violenza superiore alla media, questo non si può negare.
Humour: 5,5
Autoironia: presente.
Scene assurdamente idiote: presenti.
Ok, ci può stare, è una delle caratteristiche presenti anche nel primo capitolo.
XXX: 6
Qualche scena coraggiosa, ma non aspettatevi quello che avete visto nel primo.
Voto Globale: 5,5
Avevo dato un sei, molto generoso, al primo capitolo. Il secondo, alla fine, non è tanto lontano. Ma non mi va di premiarlo più del dovuto, ergo mi fermo ad un onesto cinque e mezzo. Alla fine della visione resta un po' quella strana sensazione di aver visto un film del cacchio.

Contributo del Neurone Numero 4Bijou Phillips (Tizia 3), Lauren German (Tizia 1) e Vera Jordanova (la modella stragnocca adescatrice). Buona visione!
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3 commenti:

  1. Ciao, leggo volentieri spesso le tue recensioni, ti consiglio 2035.The.Mind.Jumper.2008, sarei curioso di leggere una recensione su questo film da parte tua, ovviamente, basse aspettative :D

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  2. Ciao Anonimo! Ti ringrazio delle tue parole. Accolgo con gioia il tuo suggerimento, sono sempre curioso di sperimentare film orridi & sconosciuti. Grazie ;)

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  3. La serie dei fil Hostel è una serie razzista al contrario.Mette in cattiva luce la vecchia Europa bianca.Non ci sono torturatori neri e i buoni sono solo gli americani.

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